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Nome d'arte di Maria Luisa Ceciarelli. Elegante, intensa e allo stesso tempo distante, Monica Vitti è una delle grandi attrici del cinema italiano. La sua peculiare voce roca e l'innata verve l'hanno accompagnata per quasi quarant'anni di carriera, in cui ha spaziato con stile e talento dai ruoli drammatici con Michelangelo Antonioni ad altri più brillanti, arrivando in questi ultimi ad essere l'unica "mattatrice" della commedia all'italiana, in grado di tener testa ai suoi colleghi maschi Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi, al punto da essere definita "il Quinto Colonnello della Commedia".
ROMA - Monica Vitti, e' ''un'artista in cammino dall'inizio della sua carriera. Non si e' mai fermata. Era naturale che prima o poi scrivesse i suoi film e li dirigesse''. Cosi' la descrive Roberto Russo, marito dell'attrice che oggi compie 80 anni, nella sua testimonianza scritta per 'La Dolce Vitti', il volume curato da Stefano Stefanutto Rosa realizzato da Cinecitta' Luce che viene presentato oggi al Festival di Roma, dov'e' allestita anche una mostra fotografica sulla carriera di quella che e' una delle piu' grandi interpreti del cinema italiano, e non solo. Russo, che da quando la Vitti e' stata colpita da una malattia degenerativa, ha condotto con lei una vita lontana da ogni esposizione mediatica, nelle pagine del libro, si sofferma su ognuno dei progetti realizzati insieme. Si parte da Flirt (1983), il primo film firmato da Russo, cui segue Francesca e'mia (1986); gli spettacoli teatrali (La strana coppia, Primapagina), la trasmissione televisiva Passione mia, fino all'ultimo film, Scandalo Segreto (1988), di cui l'attrice e' anche regista e che oggi nell'ambito dell'omaggio viene proiettato all'Auditorium Parco della Musica di Roma. ''In tutti i personaggi di Monica c'e' un po' di lei - spiega Russo, compagno della Vitti dai primi anni '70 e suo marito dal 2000 - del suo carattere a volte anche del suo modo di pensare e di agire. Monica ha sempre lavorato sulle sceneggiature che le mandavano per cucirsi addosso il personaggio. Percio' in realta' Flirt non e' la prima sceneggiatura alla quale ha collaborato e' solo la prima che ha firmato''. L'intervento termina con un brano scritto dalla Vitti all'epoca del lancio di Scandalo segreto, per parlare della sua esperienza di neoregista: C'e' sempre un'altra storia che si inserisce nella tua mentre stai girando, il punto e' restare fedele alla prima - spiega - Durante le riprese non ho pensato a me, a come ero fisicamente, ma a come raccontare la storia.Volevo essere sincera a qualunque costo. Mettermi a nudo. Io che non mi sono mai spogliata. Forse non avrei dovuto rischiare fino a questo punto. Ma era tecnicamente dolce e l'ho dovuto fare. E'uno striptease psicologico. Ma non il mio. Non e' la mia storia.La sincerita' puo' essere uno stile? Non lo so. Ho cercato di essere severa, dura con me stessa. Senza pieta''.
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